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HOME > News, articoli e comunicati:IL SOGNO EUROPEO DI ROBERT SCHUMAN

IL SOGNO EUROPEO DI ROBERT SCHUMAN

tema: POLITICA
data di pubblicazione: 09-03-2025
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A Gorizia un incontro per riscoprire uno dei grandi padri dell’Europa Unita

A 75 anni dalla dichiarazione di Schuman, cosa rimane del sogno Europeo?  Sarà questa la domanda che segnerà l’incontro organizzato dalla Città dell’Uomo, Venerdì 4 aprile alle 20.30 nella sala della biblioteca del Seminario.
 
L’attualità di questi giorni ci sta consegnando un Europa incapace di reggere l’urto di questo cambiamento d’epoca.
 
Ma quando nacque l’idea dell’Unione Europea il mondo non era migliore di oggi: distrutto dalla guerra mondiale, diviso in due blocchi, segnato dalla guerra fredda e da focolai di conflitti continui, eppure il grande sogno di unirsi e camminare insieme si sviluppò in poco piu’ di cinque anni tra paesi che fino a poco prima si erano sanguinosamente combattuti.
 
Come tutto cio’ è stato possibile allora? Fu la presenza di tre grandi uomini di stato: Adenauer, De Gasperi e Schuman che non ebbero paura di sognare  e rese possibile l’impossibile. Cosa accumunava queste tre figure?  Sicuramente essere tutti figli e testimoni   dei tragici nazionalismi che hanno percorso tutto il 900 europeo, essere uomini di frontiera e accumunati da un profondo sentire religioso ed un alto senso del bene comune.
 
Tra i tre spiccava la figura di Robert Schuman che Il 9 maggio 1950 come ministro degli esteri francese pronunciò il famoso discorso che verrà ricordato come Dichiarazione Schuman e che viene considerato ad oggi il primo discorso politico ufficiale in cui compare il concetto di Europa nel senso di unione economica e, in prospettiva, politica tra gli stati europei, che portò rapidamente alla nascita dell’edificio europeo attraverso la costituzione della CECA e poi dei TRATTATI DI ROMA.
 
Oggi cosa rimane di quel grandioso disegno? “L’Europa è divenuta smemorata: ha contratto progressivamente la memoria, non percepisce più il dramma delle cruente guerre e ha perso il gusto delle grandi attese. Coloro che si dimenticano del passato sono destinati a ripeterlo”. Lo scrive Edoardo Zin, studioso della vita, del pensiero e dell’opera di Robert Schuman, nel suo libro “L’Europa di Robert Schuman. Commento a un’idea di Europa” (Marcianum Press).  
 
Con il professor Edoardo Zin dialogherà il professor Cesare La Mantia professore di Storia dell’Europa Orientale dell’Università di Trieste. Modererà l’incontro Timothy Dissegna giornalista del Messaggero Veneto.

 

RELATORI

EDOARDO ZIN
Sposato, tre figli, vive in provincia di Varese. Europeista convinto, ha insegnato nelle scuole europee di Mol (Belgio), Varese e Lussemburgo. Si interessa di storia dell'Unione europea e ha scritto diversi saggi su questo tema.  È vicepresidente dell'Istituto "San Benedetto, patrono d'Europa", postulante la causa di beatificazione di Robert Schuman.
   
CESARE LA MANTIA
Docente di Associato di Storia dell’Europa orientale c/o il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Trieste. Tra i temi di ricerca: le alleanze regionali (Gruppo di Visegrád); il sovranismo; l’Ungheria e la Polonia contemporanee; la politica estera sovietica e russa. Tra gli ultimi lavori “La stagione di Moda Polska nella Polonia socialista: aspetti interni e internazionali”, in Mondo contemporaneo, n.2-3/2020, Franco Angeli pp.343-360.   “Le alleanze regionali nel post comunismo europeo: il Gruppo di Visegrad”, in I Quaderni del CiRSEu, 2021.  “Il ritorno in Europa e l’allontanamento da essa: le origini del sovranismo nel gruppo di visegrád” in Poliarchie vol. 6, n.1, 2023, EUT pp.22-43..
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