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CORMONS: UNA OCCASIONE PER SUPERARE LE FRATTURE DELLA STORIA

data di pubblicazione: 17-11-2025

Un drammatico episodio del 900 che ha segnato in modo profondo la storia della resistenza sul confine

Una serata la presentazione del libro “Sangue sulla Resistenza. Storia dell’eccidio di Porzûs” (Mondadori, 2025, pp.260, 23 euro) che ha vissuto momenti di grande intensità emotiva. Un serrato dialogo tra l’autore del libro Tommaso Piffer professore associato di Storia contemporanea presso l'Università degli Studi di Udine, è un esperto di storia della Resistenza italiana ed il professor Cristiano Meneghel.
 
La strage della malga di Porzûs  è un evento tragico e controverso della Resistenza italiana, avvenuto il 7 febbraio 1945 nelle Prealpi Giulie, in Friuli-Venezia Giulia.
 
Un gruppo di partigiani della Brigata Osoppo, di orientamento cattolico e laico-socialista, fu attaccato e ucciso da un gruppo di partigiani gappisti, alle dipendenze del Partito Comunista Italiano. La zona era teatro di tensioni tra le formazioni partigiane, con gli sloveni del IX Korpus che esercitavano pressioni sulla Garibaldi Natisone per agire contro il comando osovano di Porzûs. Gli osovani, guidati da Francesco De Gregori "Bolla", si opponevano alle mire annessionistiche della Jugoslavia e rifiutavano di sottomettersi al comando sloveno. Il 7 febbraio 1945, un gruppo di gappisti, guidati da Mario Toffanin "Giacca", attaccò le malghe di Porzus, uccidendo 17 partigiani osovani, tra cui De Gregori.
 
L'eccidio fu motivato da accuse di collusione con i fascisti e i tedeschi, ma le vere ragioni rimangono ancora oggi oggetto di dibattito e approfondimento storico.
 
La strage di Porzûs segnò profondamente la storia della Resistenza friulana ed italiana evidenziando le divisioni ideologiche e le tensioni tra le formazioni partigiane, frutto di uno scontro di frontiera e disegni  annessionistici  da parte della allora resistenza jugoslava, guidata da Tito sui territori italiani.
 
Quella di Porzûs è proprio una storia di frontiera, - ha riaffermato l’autore, uno scontro di due popoli, italiano e sloveno. Serve immedesimarsi nel passato dell'altro – ha detto il professor Piffer per abbracciare il presente".
 
La strage di Porzûs ci ricorda l'importanza della tolleranza e del dialogo tra le diverse ideologie. Un monito contro le divisioni e le violenze che possono sorgere quando si perseguono obiettivi politici e ideologici estremi. la Resistenza italiana.  Un evento controverso che ci invita a riflettere su molti aspetti della storia e della natura umana.
 
La strage ci mostra come la violenza possa essere usata per risolvere conflitti ideologici, portando a divisioni profonde e irreparabili. È un monito contro l'uso della violenza come strumento politico.  L'evento evidenzia l'importanza del dialogo e della comprensione tra le diverse ideologie e formazioni partigiane. La mancanza di comunicazione e la diffidenza reciproca possono portare a esiti tragici.  
 
La memoria e la verità sono fondamentali per comprendere il passato e costruire un futuro più giusto. La strage ci ricorda però soprattutto l'importanza del rispetto per la vita umana e la dignità di ogni persona.
 
La violenza e l'odio possono portare a conseguenze devastanti.
 
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  • Presentazione del libro “Sangue sulla Resistenza. Storia dell’eccidio di Porzûs”
    Nella galleria alcune immagini dell'evento che si è svolto giovedì 13 novembre nella sala di rappresentanza del palazzo municipale di Cormons.
    L'incontro ha vissuto momenti di grande intensità emotiva, anche nel serrato dialogo tra l’autore del libro Tommaso Piffer, professore associato di Storia contemporanea presso l'Università degli Studi di Udine, ed il professor Cristiano Meneghel.
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