Il 19 agosto, anniversario della morte di Alcide De Gasperi, è l'occasione per ricordare non solo uno dei padri della Repubblica, ma una figura che appartiene al patrimonio della democrazia italiana ed europea.
Nel 1951, insieme a Schuman e Adenauer, De Gasperi lavorò perché l'Europa non fosse soltanto una collaborazione tra Stati, ma diventasse una vera comunità politica. A Strasburgo, il 10 dicembre, mise in guardia dal rischio di costruire semplici istituzioni senza una vera volontà politica europea.
Poche settimane dopo, a Parigi, ribadì che la difesa non doveva essere fine a se stessa, ma strumento per garantire libertà, democrazia, pace e solidarietà.
È forse questo il messaggio più attuale di De Gasperi. Oggi l'Europa è nuovamente attraversata dalla guerra, dai nazionalismi e dalle divisioni. Il grande progetto dei suoi padri fondatori appare in parte disatteso e incompiuto.
De Gasperi ci ricorda però che l'identità italiana e quella europea non sono alternative. La vera sfida è costruire un'Italia forte dentro un'Europa forte, capace di assumersi responsabilità comuni.
Ricordarlo oggi significa quindi non soltanto guardare al passato, ma chiedere alla politica di ritrovare quella visione, quella responsabilità e quella volontà di costruire insieme che animarono De Gasperi, Schuman e Adenauer.
Il loro messaggio non è superato. È ancora necessario.
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