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CATTOLICI E POLITICA: L’ESPERIENZA UNICA DEI COMITATI CIVICI

autore: Paolo Cappelli | tema: POLITICA
data di pubblicazione: 21-04-2024

Il 4 maggio organizzato dalla Citta’ dell’Uomo e dalla Azione cattolica diocesana un convegno.

Giovani della Marcelliana in campagna elettorale nel 1948
Giovani della Marcelliana in campagna elettorale nel 1948
Il rapporto tra cattolici e politica non è stato mai un rapporto facile. E’ stato sempre un rapporto fatto di allontanamenti ed avvicinamenti: dal non expedit “ ne eletti, ne elettori” che nel 1861, a seguito degli eventi di Porta Pia e della presa di Roma da parte degli eserciti Piemontesi e della conseguente  ed alla successiva nascita del regno di Italia, Papa Pio IX come segno di dissenso lancia l’astensione dei cattolici italiani alla partecipazione alla vita politica, al 1919 con la nascita per merito di don Luigi Sturzo del Partito Popolare e quindi ad un  ritorno organizzato alla vita politica attiva  dei cattolici, Partito popolare che dopo qualche hanno  si sciolse nel 1926 a causa della dittatura fascista e  nel mezzo a tutto ciò comunque sempre il grande fermento culturale e politico che vide nel 1874 la nascita delle opere dei congressi, l’avvio delle settimane sociali, la nascita di opere economiche come le società di mutuo soccorso, casse rurali. Per poi arrivare a tempi piu’ vicini a noi  con la nascita della Democrazia cristiana che dal dopoguerra fino al 1994, anno della sua chiusura, rappresentò un significativo rifermento per tutto il mondo cattolico.
 
Ma è esistito nel contesto storico nazionale un periodo storico molto particolare che vide la nascita su tutto il territorio italiano di una esperienza unica nel suo genere rappresentata dai comitati civici e che ha come riferimento il 18 aprile 1948, il giorno delle prime elezioni libere, dopo il ventennio fascista, della nascente Repubblica italiana.
 
Le elezioni per la Costituente del ’46 e quelle politiche per il primo Parlamento del 18 aprile 1948, furono  infatti caratterizzate da un marcato intervento della Chiesa e delle sue organizzazioni sul terreno politico. Tutto il mondo cattolico venne mobilitato e la capillare struttura organizzativa dell’AC e di altre associazioni divenne supporto all’azione dei “Comitati Civici” per sensibilizzare gli elettori sull’importanza del voto e per indirizzare  il consenso intorno al partito della neo nascente  Democrazia Cristiana contro quello che allora era il blocco dei partiti della sinistra rappresenta dal fronte popolare. 
 
I Comitati civici nascono appunto in vista delle elezioni politiche del 18 aprile 1948, per volontà di Papa Pio XII (1939-1958) e per iniziativa del  allora vicepresidente dell’Azione Cattolica Italiana, Luigi Gedda, al fine di fronteggiare il pericolo dell’astensionismo ed a appunto di indirizzare il paese in una direzione democratica e cattolica.
 
L’azione cattolica svolge in questo contesto un ruolo centralissimo attraverso la figura di Luigi Gedda. L’intenzione non era né di sostituire la DC, né di affiancare a essa un altro partito cattolico, ma anzitutto e soprattutto quella di portare al partito un incremento elettorale che da solo non avrebbe potuto procurarsi. I risultati daranno ragione e premieranno il grande lavoro capillare svolto dai Comitati civici perché la DC guadagna quasi cinque milioni di voti rispetto alle elezioni politiche del 1946, passando da 8.101.004 a 12.741.299.
 
 I comitati civici presenti in tutta Italia continueranno poi ad operare in modo continuo fino agli anni 70 perdendo a poco a poco di significato fino a quando il Concilio Vaticano II porterà un profondo ripensamento sul ruolo dei cattolici nella società.  Per l’Azione cattolica l’esperienza in tal senso termina con la svolta della “scelta religiosa” del 1969  che incarnava appunto le novità concilari ed i grandi cambiamenti degli anni, anche dal punto di vista politico con la nascita dei primi governi di centrosinistra.
 
Rimane però l’esperienza dei Comitati una esperienza unica, di cui la storia del nostro Paese e chiamato  a fare memoria e  di cui tutti  dobbiamo essere grati.

Paolo Cappelli
 

 
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